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Protocollo alimentare e terapia idropinica

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Protocollo alimentare e terapia idropinica a basso residuo - terza parte

Prima fase alimentare (dalle due alle quattro settimane) - Digiuno proteico (sec. blackburn) modificato corpi chetonici:

  1. Forniscono il 25% dell’energia richiesta
  2. Facilitano l’utilizzazione degli acidi grassi liberi da parte del cervello che trasforma la sua fonte energetica utilizzandoli per l’80% del suo metabolismo
  3. Circolano liberamente nell’organismo penetrando nelle membrane cellulari in quanto non necessitano di proteine vettrici

quindi

  • Utilizzazione totale dell’energia fornita dal t.a. che si riduce
  • Massa magra inalterata

Tale programma, a mio avviso troppo rigido e limitante, è stato da me modificato:

  • per le prime due settimane, esclusione di carboidrati semplici e complessi e di grassi; tutti gli altri alimenti (carni bianche, carni rosse, pesce, uova, frattaglie, verdure) in quantità libere.
  • terza settimana, reintroduzione della prima colazione (latte e biscotti) e dell’olio extra vergine di oliva
  • quarta settimana, reintroduzione di yogurt e frutta

Seconda fase alimentare (dalle quattro alle sedici settimane a seconda dei casi)

Dieta settimanale bilanciata (generalmente tra le 1400 e le 1800 kcal) dove i più importanti carboidrati complessi (pasta, riso, pizza) vengono prescritti a giorni alterni.

Terza fase alimentare - mantenimento - (dai tre ai sei mesi)

Controllo periodico del peso raggiunto e delle abitudini alimentari in assenza di regime alimentare quotidiano. Infine, accanto alle tre fasi alimentari previste dal protocollo, utilizzo due tipi di tisane medicinali con erbe selezionate in purezza (il principio attivo della pianta può variare fino a 50 volte a seconda della selezione e della coltivazione!), due integratori naturali e una terapia idroponica a basso residuo:

la prima tisana è formulata con erbe ad azione diuretica (ciliegio, fucus), tannino-simile (zea mais) e rilassante (lavanda). La seconda è formulata con erbe ad azione depurativa (tarassaco, carciofo) e lassativa (cassia). Il primo integratore è a base di fibre solubili in acqua per ridurre il senso di fame e per rallentare la velocità di assorbimento di glicidi e lipidi. Il secondo integratore è a base di l-arginina come precursore del gh.

L’acqua in medicina estetica

In medicina estetica spesso molte affezioni e numerosi inestetismi vedono l'acqua come protagonista nell'ambito di molte terapie. L'acqua riveste un ruolo primario nei processi di depurazione del nostro organismo. Infatti, essa partecipa direttamente alla rapida eliminazione delle cosiddette tossine da parte degli organi deputati a questo lavoro. In particolare noi sappiamo che il nostro organismo elimina le sostanze di rifiuto attraverso l'intestino (con le feci), l'apparato urinario (con le urine), l'apparato respiratorio (con la respirazione) e la pelle (con la sudorazione). L'acqua quindi interferisce direttamente e contemporaneamente attraverso questi quattro organi favorendo l'eliminazione delle sostanze di degrado.

Da ciò si evince che in ogni processo di depurazione del nostro organismo bere acqua è fondamentale. E' altresì molto importante conoscere che le acque da bere non sono tutte uguali e che a seconda dell'effetto che vogliamo ottenere da esse dobbiamo saperle riconoscere e quindi sceglierle correttamente. Nelle acque minerali in commercio deve, per legge, essere sempre presente l'analisi chimica e chimico-fisica dell'acqua in oggetto e attraverso questa chiunque può essere in grado di orientarsi verso quella più idonea al suo scopo. Fino a pochi anni fa le acque minerali venivano suddivise in tre grandi gruppi: quelle minerali propriamente dette (con residuo fisso superiore a 500mg/l), quelle medio minerali (con residuo fisso superiore a 250mg/l) e le oligominerali (con residuo fisso inferiore a 250mg/l).

La terapia idropinica a basso residuo

La terapia idropinica rappresenta un particolare tipo di cura che si avvale dell’introduzione nel nostro corpo di un certo tipo e di una certa quantità di acqua, attraverso il bere, in grado di produrre significativi effetti terapeutici sull’organismo. La principale funzione di tale cura, a basso residuo, si traduce in un notevole aumento della velocità con la quale il nostro organismo si depura eliminando le sostanze di degradazione, di rifiuto; in altre parole attraverso la terapia idropinica a basso residuo il nostro organismo si disintossica più velocemente.

Il processo di disintossicazione dell’organismo, che non può prescindere da un’adeguata igiene alimentare, fisica ed ambientale, avviene, essenzialmente, mediante l’azione di quattro importanti organi che eliminano le scorie dal nostro corpo:

  • l’intestino, attraverso le feci
  • i reni, attraverso l’urina
  • la pelle, attraverso il sudore
  • i polmoni, attraverso la respirazione (espirazione)

L’acqua agisce contemporaneamente su tutti e quattro gli organi suddetti, rendendo più rapido ed efficiente il processo di eliminazione delle scorie.

Le linee guida dei consumi alimentari degli italiani proposte dal ministero della salute (larn), suggeriscono di assumere un millimetro d’acqua al giorno per chilo di caloria consumata; quindi un uomo di media corporatura che non fa molta attività fisica dovrebbe ingerirne circa 2litri – 2 litri e mezzo, ed una donna con le stesse caratteristiche 1,7 – 2 litri. nelle terapie idropiniche a basso residuo tali quantità possono persino triplicarsi! Non tutte le terapie idropiniche sono uguali e non tutte possono avere gli stessi effetti: la differenza la fa il tipo di acqua utilizzata.

Molti studi dimostrano come l’acqua minerale non sia una semplice bevanda, ma presenti caratteristiche biologiche presenti negli elementi in essa disciolti che le conferiscono importanza e proprietà diverse. Di fondamentale importanza è la conoscenza dei diversi tipi di acque minerali da bere che sono classificate in base al loro residuo fisso a 180°. tale valore che, per legge deve comparire su ogni etichetta di un’acqua minerale in commercio, esprime la quantità complessiva dei sali disciolti nell’acqua: quindi un basso residuo fisso identificherà un’acqua con pochi sali, cosiddetta “leggera”, e viceversa.

Le acque minerali vengono così classificate:

Acque minimamente mineralizzate
sono acque minerali con un residuo fisso inferiore o uguale a 50 mg/litro.

Acque oligominerali
sono acque minerali con residuo fisso compreso tra 51 e 500 mg/litro.

Acque medio minerali
sono acque minerali con residuo fisso compreso tra 501 e 1500 mg/litro.

Acque ricche di sali minerali
sono acque minerali con residuo fisso superiore a 1500 mg/litro.

La terapia idropinica a basso residuo, prevede l’assunzione di grandi quantità (3, 4, 5 litri al giorno) di acqua minimamente mineralizzata; tale tipo di acqua presenta, come già detto, minime quantità di sali in essa disciolti, quindi il suo assorbimento intestinale è rapidissimo. Tutto questo rende estremamente veloce il processo di depurazione a cui si è accennato in precedenza e facilita un aumento della diuresi senza affaticare la funzione dei reni. Tuttavia va ricordato che, per reintegrare l’organismo di sali minerali, ad esempio dopo un’abbondante sudata, l’acqua minimamente mineralizzata non è indicata in quanto “povera” di sali. Durante la terapia idropinica a basso residuo, l’acqua in oggetto può essere assunta in qualsiasi momento della giornata anche se è preferibile berla a stomaco vuoto, non fredda e non gassata, proprio per facilitarne la velocità di assorbimento.

A cura di Prof. Gianluigi Bertuzzi

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