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cavitazione-risultati-della-sua-efficacia.html" class="contentpagetitle"> Cavitazione test e risultati

Analisi laboratoriocavitazione.png" class="feature" />Test

La cavitazione: primi risultati della sua efficacia

Si è avuto modo di valutare l’efficacia di un apparecchio di fabbricazione Italiana ad ultrasuoni per cavitazione su un campione di 50 pazienti affetti da adiposità localizzata, PEFS e forme miste. I pazienti reclutati sono quelli afferenti agli ambulatori del Master di II livello in Medicina Estetica della Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.


Cenni storici
La cavitazione, conosciuta in passato con il termine ILCUS (idro-lipo-clasia-ultrasonica) è una metodica relativamente recente che si avvale di determinati ultrasuoni per ottenere la CLASIA delle cellule adipose. Nel 1986 e’ stata utilizzata come metodica di fisioterapia estetica per facilitare la penetrazione di sostanze cosmetologiche attraverso la cute Successivamente nel 1988 il prof. Ceccarelli ha ipotizzato l’effetto clasico degli ultrasuoni ed enunciato i principi del danno biologico determinato dalla cavitazione. Tale metodica è stata impiegata per la prima volta nel 1989 per la riduzione di lipomi soprafasciali dal prof. Chimenti presso l’Università dell’Aquila.

L’effetto clasico fu successivamente amplificato tramite l’infiltrazione nel tessuto adiposo di acqua distillata che stimolava le terminazioni algiche ma nel contempo determinava per effetto osmotico una rottura delle cellule adipose che implementava l’azione della cavitazione. Infine nel 1987 si decise di infiltrare il tessuto adiposo con soluzione fisiologica con aggiunta di anestetico locale, che permette lo stesso effetto dell’acqua distillata ma senza provocare dolore. Nel 1993 l’ILCUS fu introdotta ufficialmente come metodica clasica in medicina estetica nel trattamento medico dell’adiposita’ localizzata in eccesso.

 

Principi di fisica
Per ultrasuoni si intendono le vibrazioni elastiche d’un dato mezzo (liquido, solido, aeriforme) la cui frequenza supera il limite superiore del campo di udibilità dell’orecchio umano (da 15 a 20 KHz). Vengono prodotti da determinati trasduttori elettroacustici, ossia dispositivi che trasformano energia elettrica in energia elastica. La frequenza e la velocità di propagazione delle onde elastiche nel mezzo determinano la lunghezza d’onda secondo la seguente relazione:

L=V/f

La velocità varia a seconda del mezzo, da qualche centinaio a qualche migliaio di metri al secondo. Nei gas è molto bassa, mentre nei solidi e’ molto alta. Gli effetti degli ultrasuoni sono conseguenza delle particolari proprietà di queste onde. Gli effetti dell’ultrasuono sul nostro organismo possono essere termici, micromeccanici , cavitazione. Gli effetti termici sono da attribuire all’effetto Joule. L’onda meccanica degli ultrasuoni determina movimenti molecolari che aumentano l’energia cinetica delle molecole che in parte viene ceduta in forma di calore.

La conseguenza è l’aumento della temperatura nei tessuti che quando supera il valore fisiologico di 37°C può determinare la denaturazione proteica cellulare. Gli effetti micromeccanici sono determinati dalla forza dell’energia dell’onda che provocano spostamenti, rotture e variazioni delle molecole biologiche. Il fenomeno della cavitazione è determinato da una depressione dinamica dovuta alla propagazione delle onde ultrasoniche , tanto da far scendere la pressione in un punto del liquido al di sotto della tensione dei gas disciolti. Quando la pressione assoluta è inferiore a quella del gas, si ha la formazione di micro bolle nel liquido presente. Nella fase successiva la pressione assoluta esterna alle bolle aumenta facendo implodere le bolle che cedono energia sia sotto forma di calore e di onde d’urto provocando la clasia delle cellule adipose.

Materiale e metodi
Si definisce cavitazione medica il trattamento lipoclasico previa infiltrazione nel tessuto adiposo di soluzione fisiologica e lidocaina, mentre quella estetica è la sola applicazione degli ultrasuoni sulla cute dell’area interessata, cioè senza infiltrazione ed è quindi utilizzabile anche dalle operatrici di estetica. Sono state sottoposte a cavitazione medica 50 pazienti di sesso femminile afferenti agli ambulatori di Medicina estetica del Master di II livello dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. I pazienti arruolati per questo studio erano affetti da adiposità localizzata in eccesso e da forme miste, PEFS e adiposità localizzata. Il campione, costituito da pazienti con un’età compresa tra i 20 e i 55 anni, era stato trattato in precedenza con altre metodiche associate o singole quali: terapia iniettiva distrettuale lipolitica , carbossiterapia, endermologie, presso terapia , dietoterapia ed altri non meglio precisati trattamenti di tipo prettamente estetico e non medico.

 

Circa il 20% delle pazienti erano affette da sovrappeso lieve o di grado medio ed hanno seguito una prescrizione di dietoterapia ipocalorica secondo i protocolli adottati negli ambulatori del Master. Nessun paziente assumeva farmaci per patologie preesistenti e/o correlate. Sono state messe a confronto due metodologie allo scopo di verificarne l’efficacia : la prima che prevedeva l’associazione della cavitazione medica con l’ infiltrazione tramite la metodica dell’emulsiolipolisi , la seconda la cavitazione previa infiltrazione con soluzione fisiologica. L’emulsiolipolisi consiste nella somministrazione intradiposa di farmaci lipolitici in soluzione. Tutte le pazienti sono state sottoposte a visita di medicina estetica come da protocollo del Master, misurazioni antropometriche ed ecografiche. Quest’ultima ha permesso di valutare lo stato e lo spessore del tessuto grasso, utilizzando una sonda lineare da 7,5 MHz senza distanziatore di Pocson.

La misurazione della circonferenza delle zone trattate sono state effettuate in base a dei punti di riferimento anatomici e/o locali (nei, cicatrici, tatuaggi ecc.) al fine di riprodurre il più fedelmente possibile le misurazioni effettuate di volta in volta. L’ecografia e’ stata eseguita sui punti classici di rilievo, all’inizio ed alla fine dei trattamenti. La frequenza delle sedute e’ stata settimanale per un numero massimo di 10 applicazioni per entrambi i gruppi . Nei soggetti sottoposti alla emulsiolipolisi la frequenza delle iniezioni medicate è stata quindicennale per un massimo di 5 applicazioni, cioè 5 con ELL e 5 con infiltrazione di sol. Fisiologica.

L’emulsiolipolisi e’ stata eseguita secondo i protocolli del Master :

  • Siringa N.1: Carnitina 1 gr. fl. Im/ev + Teofillina e.v. 1 cc+ Lidocaina 2% 1 cc. e fino a 10 cc. di soluzione fisiologica.
  • Siringa N. 2: Fosfolipidi diencefalici 44 mg/4 ml.+ Lidocaina 2% 0,5 cc e fino a 10 di soluzione fisiologica

Dopo il trattamento con emulsiolipolisi e cavitazione i pazienti sono stati invitati a camminare per almeno 30 min. come da protocollo del Master (quarta fase). Ai pazienti trattati con Cavitazione Medica è stata iniettata per ogni zona trattata una soluzione composta da Lidocaina cloridrata al 2% 0,5 cc. e fino a 10 cc. di soluzione fisiologica. Per entrambe le metodiche di infiltrazione è stato utilizzato un multiniettore a tre vie montato con aghi da 30 G/12 mm.

La macchina utilizzata ha le seguenti caratteristiche Tecniche:
  • Tensione di alimentazione 220 V -50/60 Hz
  • Assorbimento 200 Watt
  • Classe di isolamento II
  • Apparecchio tipo BF
  • Frequenza di emissione 38-42 KHz
  • Potenza erogata 60 Watt
  • Superficie interessata 20 cmq
  • Densità Energetica 3 Watt

La macchina e’stata settata per tutti i trattamenti con tempo 10 min. per zona con frequenza di 3 impulsi al secondo con escursioni da 38 a 42 KHz e con potenza 100% (w/cm2). A livello dell’ addome e del trocantere è stata adottata una manovra manuale per lateralizzare il convogliamento del fascio d’ultrasuoni al fine di risparmiare organi endocavitari come le ovaie e la testa del femore. Nessuna paziente ha abbandonato lo studio ed in tutti i casi la cadenza delle sedute e stata piu’ o meno rispettata.

In tre casi si sono manifestati la presenza di ecchimosi , dovuti evidentemente a fragilità vasale ovvero alla presenza di carenza marziale specie in coincidenza del ciclo mestruale. Non si sono riscontrati effetti collaterali sia a breve che a lungo termine. Quasi tutte le pazienti hanno riferito di aver riscontrato nella minzione successiva al trattamento urine più dense, schiumose e con odore più avvertibile.

I risultati sono rappresentati nelle seguenti tabelle:

Tabella I

EMULSIOLIPOLISI E CAVITAZIONE

Paziente Eta’ A.L- AL+PEFS Troc. Addome Add+troc Mis.inizio In mm. Mis.fine In mm.
1 51 + + A.
Dx 35 . sx- 32
A.
Dx. 29
sx- 27
53 + + dx.42
sx.39
dx. 30
sx. 29
3 42 + + dx.33
sx.31
dx.25
sx.25
4 21 + +

a.27

a. 15

5

25 + + dx.28
sx. 26
dx.20
sx.18
6 46 +

+

a.26
dx.33
sx31
a.15
dx.25
sx.20
7 25 + + dx.22
sx.22
dx.16
sx.15

8

37

+

+

dx.40

sx.36

dx.31

sx.30

9

20

+

+

a.27

a.15

10

51

+

+

dx.72

sx.69

dx. 27

sx23

11

49

+

+

dx.31

sx.31

dx.20

sx.19

12

52

+

+

dx.56

sx.55

dx.32

sx.30

13

23

+

+

dx.27

sx.27

dx.18

sx.15

14

35

+

+

a.38

a.18

15

21

+

+

dx.31

sx.30

dx.18

sx.18

16

20

+

+

dx.26

sx.26

dx. 18

sx. 19

17

33

+

+

a.44

a.31

18

46

+

+

dx. 66

sx.61

dx.30

sx.27

19

41

+

+

a.26

dx.35

sx.33

a.12

dx.30

sx.30

20

54

+

+

a.42

a.25

21

49

+

+

dx.35

sx.34

dx.22

sx.20

22

38

+

+

dx.38

sx.38

dx.25

sx.24

23

37

+

+

a.38

a.20

24

30

+

+

dx. 33

sx.30

dx.29

sx.29

25

32

+

+

a.44

a. 18


TABELLA II CAVITAZIONE MEDICA

Paziente

Eta’

A.L-

AL+PEFS

Troc.

Addome

Add+troc

Mis.inizio

In mm.

Mis.fine

In mm.

1

33

+

+

dx.33

sx-32

dx.27

sx-27

2

41

+

+

dx.42

sx.40

dx.35

sx.33

3

27

+

+

a.32

a.26

4

50

+

+

a.44

a.35

5

44

+

+

dx.28

sx.26

Dx22

Sx.21

6

38

+

+

a.21

dx36

sx.35

a.18

dx.32

sx.30

7

39

+

+

a.30

dx.38

sx.38

a.26

dx.33

sx.33

8

28

+

+

dx. 49

sx. 47

dx.42

sx.41

9

32

+

+

a. 28

a.22

10

38

+

+

dx.29

sx.29

dx.22

sx.22

11

44

+

+

a. 36

a.30

12

54

+

+

a.44

dx.38

sx.35

a.38

dx.33

sx.31

13

39

+

+

dx.31

sx.30

dx.27

sx.25

Paziente

Eta’

A.L-

AL+PEFS

Troc.

Addome

Add+troc

Mis.inizio

In mm.

Mis.fine

In mm.

14

25

+

+

a.22

a.19

15

29

+

+

a.31

a.26

16

29

+

+

dx.27

sx.26

dx.22

sx.21

17

40

+

+

a.24

dx26

sx. 26

a.21

dx.23

sx.23

18

33

+

+

dx. 33

sx.31

dx.29

sx.28

19

50

+

+

a.52

dx.48

sx.45

a.46

dx.44

sx.41

20

47

+

+

a.23

a.19

21

21

+

+

dx.28

sx.25

dx.26

sx.24

22

32

+

+

a.25

a.21

23

50

+

+

a.36

dx.44

sx.43

a.30

dx.40

sx.38

24

36

+

+

dx.26

sx.23

dx.22

sx.20

25 34 +

+

a.25

dx.32

sx.32

a.20

dx.28

sx.28

Conclusione

Dalla elaborazione dei dati rappresentati in tabella si evince che la cavitazione è risultata efficace in entrambi i gruppi di pazienti. In particolare Il campione costituito dai pazienti trattati con l’associazione cavitazione ed ELL ha conseguito effetti più evidenti rispetto al gruppo sottoposto solo ad infiltrazione di soluzione fisiologica. Inoltre è da sottolinea re che in due casi il risultato è stato notevole per l’accentuata riduzione dello spessore del tessuto adiposo.

La compliance dei pazienti è stata soddisfacente per la semplicità della metodica, per gli effetti collaterali, rappresentati solo da qualche ecchimosi, e per i risultati estetici ottenuti. Non sono stati riportati le misure delle circonferenze in quanto sono state considerate di scarsa attendibilità per la difficoltà di riprodurle fedelmente. Certamente la valutazione ecografica permette una corretta diagnosi e un monitoraggio puntuale dell’efficacia dei trattamenti. E’ da considerare che la riduzione dello spessore del tessuto adiposo misurato in mm. con l’ecografia corrisponde alla riduzione in cm. delle circonferenze dei tessuti trattati.

A cura di
Prof. Gianluigi Bertuzzi
Dott. G. Iannucci
Dott. U. Vitiello

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