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Pelle abbronzata e raggi ultravioletti

Pelle abbronzataMelanina

Perchè la pelle si abbronza?

I melanociti sono cellule presenti nello strato basale dell’epidermide, che, stimolati dall’azione dei raggi UVB, producono a partire dalla tirosina un pigmento protettivo chiamato melanina. La melanina attraverso un piccolo organello cellulare tubulare passa nel cheratinocita vicino e qui si accumula intorno al nucleo cellulare, per proteggerne il DNA.


La fotossidazione è il processo - reso possibile solo dall’azione dei raggi UVA - al quale partecipa l’ossigeno trasportato dal sangue. Grazie alla fotossidazione, il pigmento melaninico prodotto dal cheratinocita assume il caratteristico colorito marrone dell’abbronzatura.

L'importanza dei raggi ultravioletti (UVB) per la salute

I raggi UVB producono la vitamina D3
La radiazione UVB favorisce la sintesi della vitamina D, trasformando la pro-vitamina depositata nella pelle in vitamina D3, che si trasforma poi nella forma attiva indispensabile per l’organismo. Nei mesi invernali, essendo inferiore l’esposizione ai raggi ultravioletti, la produzione di vitamina D può risultare ridotta. L’assunzione di vitamina D con la dieta è molto limitata: pochi alimenti (ad esempio l’olio di fegato di merluzzo), contengono quantità apprezzabili di vitamina D, pertanto la maggior fonte di tale vitamina è costituita dall'esposizione ai raggi UVB. La vitamina D3 aumenta l'assorbimento del calcio. La vitamina D3 aumenta l’assorbimento del calcio assunto con gli alimenti ed è pertanto indispensabile nello sviluppo della struttura ossea.

Disfunzione o fragilità ossea causata dalla mancanza di calcio
Quando manca lo ione calcio, le riserve contenute dalle ossa vengono impiegate per integrare la quantità necessaria all’attività vitale, con il rischio che le ossa diventino più fragili e più facilmente esposte a fratture spontanee (osteoporosi).

Gli UVB, attraverso la vitamina D3, migliorano il metabolismo cellulare
L’aumento della sintesi di vitamina D, importante per il metabolismo osseo, è in grado di regolare anche la proliferazione e la differenziazione cellulare, l’apoptosi e l’angiogenesi. È stato infatti dimostrato che bassi livelli di vitamina D sono responsabili non solo di malattie ossee, ma anche di indebolimento muscolare, di alcune malattie autoimmuni (come la sclerosi multipla) o endocrine (iperparatiroidismo).

Con i raggi UVB diminuisce la possibilità di un raffreddore
In un esperimento fatto in Europa su 3.500 bambini, ai quali è stata fatta assumere una buona dose di UVB in autunno e inverno, i casi di raffreddore sono diminuiti del 66% rispetto all’anno precedente, anche se c’era l’influenza in giro. Inoltre, a causa degli UVB, le cellule immunospecifiche del corpo e i globuli bianchi sono aumentati del 50%.

Gli UVB aumentano l'abilità motoria
Gli UVB producono anche aumento della forza muscolare, infatti la vitamina D3 promuove l’assorbimento del calcio, con conseguente aumento della formazione delle sinapsi: cresce la capacità di trasmissione dei nervi, il metabolismo del glicogeno e la forza di contrazione dei muscoli.

La radiazione aumenta la capacità del sangue di trasportare ossigeno
I raggi UVB aumentano la capacità di trasporto dell’ossigeno del sangue stimolando la produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi. Uno studio dell’ Università di Francoforte ha confermato che esponendosi ai raggi UVB, la quantità disponibile di ossigeno aumenta.

Funzione dei raggi UVB
La radiazione UVB aiuta a disintossicarsi dalle sostanze nocive presenti nel sangue col meccanismo di scissione delle molecole organiche, e favorisce la scomposizione dell’alcool.

COME SONO COMPOSTI I RAGGI SOLARI?

I raggi solari sono composti da raggi in sequenza, come mostrato nella figura. La luce visibile, passando attraverso un prisma, si divide nei sette colori dell'iride. Subito oltre i due limiti del campo della luce visibile, c'è l'infrarosso (IR) - oltre il rosso - e l'ultravioletto (UV) - oltre il viola. Relazione tra energia della radiazione solare e onde elettromagnetiche. I raggi solari sono composti da una quantità fissa di enrgia che corre nelle spazio alla velocità di circa 300.000 km/secondo, sotto forma di piccole onde. L'ampiezza fra due picchi o due avvallamenti di un'onda (ampiezza dello spettro) si chiama lunghezza d'onda. ogni tipo di raggio ha una propria lunghezza d'onda. All'accorciarsi della lunghezza d'onda, aumenta l'energia trasportata dal raggio. La frazione corrispondente alla luce rossa ha la lunghezza d'onda lunga, quindi viene chiamata luce a onda lunga e ha poca energia. La frazione della luce viola ha invece una lunghezza d'onda molto corta, quindi viene chiamata luce ad onda corta ed ha una grande energia.

La luce e il "ritmo corporeo"
Il “ritmo corporeo” , ovvero la regolarità delle diverse funzioni viscerali indispensabili per vivere (gittata cardiaca, flusso sanguigno,digestione, eliminazione delle scorie, ecc ) è sotto il controllo involontario del sistema dei nervi autonomi, distinto in sistema simpatico e sistema parasimpatico. I due sistemi producono effetti opposti sull’organismo: il sistema simpatico “attiva” le funzioni e il sistema parasimpatico le “disattiva”.

Il abbronzatura-duratura-protezione-raggi-uv-idratare-pelle.html">sole controlla i nervi autonomi
Il ritmo del abbronzatura-duratura-protezione-raggi-uv-idratare-pelle.html">sole, la sua potenza e la combinazione di spettro della sua luce influenzano il ritmo corporeo. Il abbronzatura-duratura-protezione-raggi-uv-idratare-pelle.html">sole influenza l’assunzione di alimenti, il consumo dell’acqua, la temperatura corporea, la produzione di ormoni e molto altro ancora. Le radiazioni che penetrano attraverso gli occhi vengono trasformate in impulsi elettrici, trasmessi tramite il nervo ottico al cervello. Quando gli impulsi raggiungono l’ipotalamo si assiste ad un incremento della serotonina, neurotrasmettitore deputato al controllo del tono dell’umore, mentre a livello dell’epifisi vieneinibita la produzione di melatonina, un ormone sensibile al ciclo luce-buio.

  • Sembra che l’esposizione alla luce riduca i livelli ematici della melatonina, aumentando invece l’efficacia della serotonina e di altri neurotrasmettitori che contribuiscono attivamente al miglioramento del tono dell’umore, riducendo la depressione e migliorando il ritmo sonno-veglia, indispensabile per il benessere psico-fisico dell’organismo.
  • Se ci si continua ad esporre la mattina o la sera, per circa 30 minuti, si ha un effetto,positivo antidepressivo.
  • La luce forte favorisce anche la compensazione del jet-lag, ripristinando i ritmi circadiani alterati dal cambio di fuso orario.

Una giusta irradiazione ultravioletta
Una giusta quantità di raggi ultravioletti è utile per l’attività fisiologica, ma se è eccessiva ha un effetto negativo sulla pelle e gli occhi.

L’eccessiva irradiazione con ultravioletti provoca scottature
La scottatura solare della pelle – caratterizzata da arrossamento, edema, prurito, dolore - indica un’esposizione eccessiva all’irradiazione ultravioletta, e si verifica quando si supera il limite della Minima Dose Eritemigena (MED) - minima quantità di raggi ultravioletti in grado di provocare il minimo arrossamento, “appena apprezzabile”, sulla cute. Tale limite varia da soggetto a soggetto in base al fototipo.

L’abbronzatura, se associata a scottature, può aumentare il rischio di tumore cutaneo
Le cellule cutanee hanno grandi capacità di difesa nei confronti dell’eventuale danno provocato da un’eccessivaesposizione ai raggi ultravioletti. Infatti le cellule delle aree cutanee che accidentalmente subiscono una scottatura possono risanare il danno in due modi:

  • Andando incontro ad apoptosi (ovvero morendo) - ciò si manifesta con la comparsa di desquamazione (piùcomunemente nota come “spellatura”
  • Mettendo in atto una serie complessa di meccanismi enzimatici atti a riparare l’eventuale danno al DNA provocato dalla scottatura. Pertanto la pelle guarisce normalmente senza conseguenze. Se la pelle che ha subito la scottatura continua ad essere esposta ad eccessive quantità di raggi ultravioletti e va incontro più volte a scottature solari, la sua capacità di riparo del danno al DNA diventa insufficiente, con conseguente aumentato rischio di insorgenza di tumori cutanei.

I raggi ultravioletti e invecchiamento
I raggi UVA, attraversando facilmente lo strato corneo dell’epidermide, possono arrivare fino allo strato basale e al derma sottostante. Per questo, quando si prende molto abbronzatura-duratura-protezione-raggi-uv-idratare-pelle.html">sole si rischia non solo di danneggiare il DNA di tali cellule, ma anche di causare un danno alle fibre collagene ed elastiche che costituiscono il derma e che danno tono, elasticità e sostegno alla pelle. Questo determina il formarsi delle rughe, a causa di un’accelerazione del processo di invecchiamento cutaneo.

La relazione tra i raggi tra ultravioletti e le rughe
Esposizioni prolungate – o con intensità elevate - ai raggi ultravioletti invecchiano la pelle. L’invecchiamento cutaneo si manifesta con la comparsa di rughe e di lentigo solari. Dopo ogni esposizione è buona regola utilizzare cosmetici idratanti.

Proteggiamo gli occhi dai raggi ultravioletti
Esponendosi ad una quantità eccessiva di UVA, si possono provocare danni al cristallino (perdita di elasticità, colorazione giallo-bruna), con conseguente formazione di cataratta. A loro volta, i raggi UVB possono provocare danni, come l’ infiammazione della cornea (cheratite) o della congiuntiva (congiuntivite). Per questo è necessario, durante la seduta abbronzante, indossare sempre gli appositi occhialini: tenere semplicemente gli occhi chiusi non è sufficiente ad eliminare completamente questi rischi.

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