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invecchiamento.html" class="contentpagetitle"> I frutti dell'estate contro l'invecchiamento

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I frutti dell’estate contro l’invecchiamento

Un alimentazione bilanciata che preveda un sufficiente apporto di proteine e calorie, gioca un ruolo fondamentale nel combattere l’invecchiamento ed è l’ideale per mantenere in salute l’epidermide.Un inadeguato apporto nutrizionale, come quello tipico delle diete fai-da-te, si ripercuote a lungo termine sul corretto funzionamento della macchina cellulare, inducendo stati di carenza di vitamine che portano a malattie dermatologiche.

La pelle, infatti, per il suo turn-over molto elevato è fra gli organi più impegnati metabolicamente. Le cellule cheratiniche hanno bisogno di essere nutrite con sostanze specifiche quali aminoacidi, vitamine, antiossidanti, ma anche di altre cellule, come i fibroblasti, necessitano di un continuo apporto di sostanze essenziali per riuscire a mantenere il regime produttivo richiesto dall’organismo. Ridurre drasticamente la quota calorica inducendo dimagrimenti repentini porta alla produzione di radicali liberi, la cui presenza si manifesta innanzitutto con il precoce invecchiamento delle cellule.

Risulta importante quindi educarsi ad una alimentazione corretta e bilanciata. La stagione estiva si presta al consumo di alimenti freschi, in particolare frutta e verdura, potenti agenti terapeutici attivi contro il fotoinvecchiamento. Un buon comportamento alimentare che contribuisca al ripristino dell’eutrofismo tissutale è la scelta di un pool nutrizionale ampio, simile a quello che la natura ci propone nelle varie stagioni dell’anno.

In estate è consigliabile dare prevalenza a cibi freschi e naturali mangiare una buona quantità di verdure e fare 4-5 piccoli pasti al giorno, anziché due abbondanti, evitando il più possibile gli alimenti preconfezionati.

A cura di Eleonora Gianolio - Dietista Cesare Quaranta

A PROPOSITO DI ALIMENTI

La compatibilità degli alimenti

Il nostro organismo ha bisogno di assimilare numerosi principi nutritivi, amidi ,grassi, vitamine, proteine,. Alcuni vengono assimilati rapidamente,a ltri richiedono una digestione più lunga e complessa. A seconda che si tratti di proteine, grassi, amidi, il nostro organismo è chiamato ad attivare per ciascuno di essi l’enzima specifico per dare vita alla reazione chimica che ne consente la digestione. Gli enzimi agiscono in ambienti differenti, che presentano condizioni di acidità differenti. I

nfatti mentre per i cibi amidacei come i cereali e la pasta, la digestione inizia già nella bocca durante la masticazione, per le proteine contenute nelle uova, carne e formaggio, la digestione inizierà nello stomaco. La frutta invece, essendo costituita quasi interamente da acqua e da elementi rapidamente assimilabili come gli zuccheri semplici, le vitamine e i sali minerali, non necessita di digestione gastrica e passa rapidamente nell’intestino.

La teoria delle associazioni alimentari messa a punto da Sheldon invita a mangiare cibi che richiedono condizioni digestive compatibili, consigliando per esempio di evitare di mescolare nello stesso pasto amidi e proteine. Tuttavia, cosi come è formulata la teoria delle associazioni alimentari è pressoché impraticabile. L’ alimentazione diventerebbe monotona e poco soddisfacente. Il nostro apparato digerente, poi, è in grado di rispondere in maniera adeguata a tutti i cibi. Valutare la compatibilità degli alimenti può tuttavia essere utile per conoscere quali siano le associazioni che impegnano di più la nostra digestione, cosi da poterle limitare quando è possibile, prevenendo i sintomi che una cattiva digestione può indurre, come il bruciore di stomaco, la stitichezza o il gonfiore addominale.

Le regole fondamentali per favorire la digestione sono semplici

Innanzitutto, attenzione alla qualità: bisogna cercare di non eccedere il nostro fabbisogno giornaliero di calorie. La frutta è meglio consumarla all’inizio del pasto e non al suo termine. Non necessitano di una digestione complessa, si evita che, una volta ingerita, rimanga intrappolata nello stomaco già impegnato nell’assimilazione degli altri alimenti. Attenzione poi a non assumere troppe proteine di diversa provenienza come uova e carne e a non eccedere nel consumo di vino e birra. Tendono ad aumentare l’acidità e a rallentare l’assimilazione dei cibi che richiedono un ambiente alcalino, come gli amidi contenuti nella pasta o nei cereali. A fine pasto evitare di cedere alla tentazione dei dolci. Possono provocare una fastidiosa fermentazione nello stomaco.

A cura di Elisa Volpara - Dietista Cesare Quaranta

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