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Come scegliere una luce pulsata

Luce pulsata Cesar Quarantaapparecchiature

Luce pulsata, fare la scelta giusta

Le tendenze attuali del mercato estetico si diversificano in tre correnti bene distinte che coincidono con altrettanti target di clientela. La prima corrente chiede al proprio Centro Estetico risultati. Certificati, duraturi e in tempi brevi.

Le altre due correnti sono rivolte alla ricerca del benessere, fisico e psicofisico, e alla ricerca di una “buon amica”, di un sostituto del terapeuta, che tutti vorremmo per poter scaricare le nostre frustrazioni, insicurezza, ansie e paure. Parleremo anche delle correnti, ma ora focalizziamoci sulla prima, come hanno fatto i produttori di tecnologie IPL. Le apparecchiature IPL sono nate per dare ai professionisti dell’estetica uno strumento che dia risultati e proprio per questo motivo, per soddisfare al meglio i bisogni del target “che guarda al risultato”, bisogna selezionare l’apparecchiatura giusta: che sia efficace, efficiente e sicura.

 

Ma che cos’è in concreto la luce pulsata?

Nel linguaggio comune si associa il mezzo con il prodotto, per cui “luce pulsata” è un apparecchio che lavora attraverso la luce pulsata. Forse è banale, ma è importante saperlo. Luce pulsata è un termine che deriva dall’inglese IPL (Intense Pulsed Light) ed indica una luce policromatica ed incoerente che scende a profondità diverse e interagisce con cromofori diversi a seconda del filtro applicato. Una caratteristica associata ai vari gruppi cromofori è la lunghezza d’onda di assorbimento; al filtro corrisponde una specifica lunghezza d’onda espressa in nanometri che determina l’applicazione e il tipo di trattamento eseguibile. La luce pulsata non è un laser, anche se spesso le due emissioni vengono ancora considerate simili, se non uguali: la luce emessa dai laser è unidirezionale e monocromatica, il che significa che penetra ad una specifica profondità in un’area molto ristretta on energie molto elevate.

Come agisce la luce pulsata?

Il processo che permette di raggiungere i risultati è la fototermolisi selettiva, ovvero la trasformazione dell’energia luminosa in calore, selezionando l’obiettivo da colpire. Fondamentale risulta l’utilizzo di dosi e lunghezze d’onda appropriate per colpire il bersaglio senza danneggiare i tessuti circostanti. Oltre a prendere in considerazione la lunghezza d’onda e lunghezza d’onda a cui si può lavorare, come parametro per la scelta del macchinario, bisogna considerare:

  1. La fluente
  2. La durata
  3. Il sistema di raffreddamento
  4. La lampada

Nel dettaglio:

  1. La fluence esprime l’energia luminosa nell’unità di superficie espressa in cm2. L’energia erogata dev’essere sufficiente per colpire con efficacia il bersaglio ma non tanto elevata da danneggiare la cute.
  2. La durata dell’impulso dev’essere inferiore al tempo necessario all’oggetto colpito per raffreddarsi. In tal modo si riesce a confinare l’energia emessa esclusivamente sul nostro obiettivo.
  3. Le luci pulsata sul mercato possono avere due diversi sistemi di raffreddamento: ad aria e ad acqua.
    Le prime utilizzano una tecnologia più semplice, le seconde, sistemi di elevata innovazione tecnologica; le prime consentono di emettere dosi limitate di energia, le seconde hanno una maggiore emissione effettiva sulla pelle,le prime impongono tempi più lunghi di pausa tra uno spot e l’altro (lo spot è l’erogazione dell’impulso), le seconde hanno una pausa molto breve, vista la velocità di raffreddamento della lampada.

Le lampade sono il veicolo dell’energia che, tagliata da un apposito filtro ad una certa lunghezza d’onda, raggiunge l’obiettivo. A determinare le prestazioni e la durata sono due parametri:

  • La forma. Le lampade migliori sono quelle la cui forma ricalca quella della guida d’onda ( ovvero la parte del manipolo che viene a contatto con la pelle) poiché l’emissione dell’energia sarà presente con eguale intensità su tuta la parte trattata.
  • Il sistema di raffreddamento. Quello ad acqua permette un raffreddamento rapido, costante e preciso della lampada su ogni suo punto, grazie al quale le prestazioni risultano ottimali e la durata della lampada superiore.

Quando la luce emessa della luce pulsata può essere considerata “la luce buona” nei trattamenti di fotoepilazione e fotoringiovanimento?

Quando questa arrivi sul bersaglio con la giusta dose di energia e la corretta durata dell’impulso e, una volta arrivata, “interagisca” con il cromoforo/bersaglio:

Come avviene tutto ciò?

Attraverso una scelta attenta delle lunghezza nanometriche, poiché, come detto prima, è la lunghezza d’onda che determina l’indice di penetrazione e l’identificazione del cromoforo. Nel caso si vogliano effettuare trattamenti di fotoepilazione e fotoringiovanimento appropriata è 625-1200 nm (nanometri). La fotoepilazione avviene con la veicolazione del raggio luminoso attraverso la melanina. Le cellule responsabili della crescita del pelo risultano permanentemente inibite al punto da ridurre il fenomeno della ricrescita. Sono necessarie più sessioni per poter colpire tutti i peli nella fase anagen, quella in cui il pelo è in fase attiva e viene quindi colpito dall’emissione IPL. Il fotoringiovanimento consiste nell’irraggiamento di adeguate lunghezze d’onda ed impulsi sugli strati superficiali e più profondi del derma per apportare significativi miglioramenti sulla trama cutanea.

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A cura di Cesare Quaranta

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